LA BUONANOTTE di Rab – Il mio corpo

Il mio corpo

Il mio corpo è come un pianoforte.

Conosce le tue sole mani. Bianco e nero che fanno l’amore, con le tue dita sopra le costole che lo fanno suonare.

Il mio corpo ti appartiene.

Sembra essere stato pensato per avere solamente il tuo sapore. Disegnato per soddisfare ogni tuo piacere. Legittima proprietà, per ogni tua illegittima fantasia.

Perché pensavo che questa pelle fosse mia, poi ne hai fatto una poesia.

E da quando il mio corpo si è unito al tuo, non vi è stata mai più nessun’altra rima che avesse un senso.

Chiede amore, restituisce sesso.

Brucia se ti penso, brucia da farmi male, poi dico che fa lo stesso.

È fatto ossa ed altre cose strane, robe che non so spiegare. È soggetto ad un insolito tremore, arriva solo se ti sente mancare.

Prova la tua assenza, come quando stai troppo tempo sott’acqua e ti dimentichi di tornare su a respirare.

Mi sento svenire, se il tuo corpo non si unisce al mio. Sento che quello è il mio posto, quello giusto.

Perché il mio corpo perde di senso, se tu non gliene dai uno.

Dimentica il significato.

Assomiglia ad un dizionario vuoto, tradotto in malo modo, sbagliato.

E se prenderai questo corpo, lo farai tuo. Sarà all’infinito per sempre:

• male incessante

• bene devastante

• bisogno crescente

• pensiero costante

• sorriso innocente.

Allora fai di questo corpo, il mio corpo, la tua riva del essere mare. Scoglio delle tue paure. Salato di sudore, che ci si bacia dopo aver fatto l’amore. Che volevo scriverti un’altra poesia, ma tu mi hai rubato tutte le parole.


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Autore dell'articolo: Rab

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