LA BUONANOTTE di Rab – Io ero nudo

Io ero nudo

Io ero nudo, tu troppo vestita. 

Ancora della sua pelle, la tua cicatrice preferita. 

La mia anima, come la pancia, ancora divisa. 

Ero nudo come dopo che non si è fatto l’amore. Con addosso solo la voglia, quella di restare zitti, fermi a guardare. 

E mentre stavi vestita, io, fatto di silenzi. Di non risposte che dicono ai sogni di tacere.

A coccolare le sue ansie, nuda solo a metà. Tanto è così che ci si sente, morsi dal passato, nascosti in macchina, in pieno centro città.

Io ero nudo, tu eri il solo vestito che volessi indossare. L’aria sporca da respirare. Il sorriso da baciare. 

Le mani, quelle a cui si concede di toccare, zone nascoste al resto del mondo.

Ed andrà tutto bene, anche se dopo si arriva a toccare il fondo. Destinati a risalire, con la sabbia che si muove e non fa vedere, più nulla, granelli di polvere colorata che a momenti entrano nei polmoni e tolgono il coraggio di risalire.

Io ero nudo, tu? 

Capace di spogliarti prima di me, ma restare ancora vestita.

Nascosta in piena vista, la tua carne da mordere e ricordare come si fa con le poesie, a memoria. 

Ho imparato che eri più forte di me, anche se non se sei il tipo, quello fatto per questo cose. Amore e passione.

Tu eri vestita, graffiata dalle mie parole. 

Allora io resterò nudo, a te rimaranno queste rime, sole.


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Autore dell'articolo: Rab

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