LA BUONANOTTE di Rab – Incoscienza sentimentale

Incoscienza sentimentale

Mentre lo scrivo, mi trema già la mano. Un semplice e prudente rifiuto spontaneo, un sussulto del cuore. Incoscienza sentimentale, la mia.

Tempo fa ho smesso di crederci per davvero. Ho scelto di scrivere e basta, disegnare parole che coprissero d’amore le mie paure. Perché dentro le parole ci ho nascosto così tanto, forse troppo, è diventato poi un vizio.

Una buona scusa che mi salvasse da tutto ciò che mi spaventava.

Poi ho ricominciato, per sbaglio, è sempre così che si riprende. Senza pensarci troppo, che se ci pensi sei già fotutto in partenza, ti sei già fermato.
Ho lasciato che il cuore facesse il suo, che la testa smettesse per un attimo di seminare incertezze o raccogliesse ansie da ogni dove.
Ho chiuso gli occhi, per non trovare per strada fantasmi del passato, una volta girato l’angolo.

Mi sono accorto che con il passare del tempo si smettono di provare sentimenti, quelli veri. Li si vivono solo a sprazzi, tra versi di una canzone o righe di libri complicati da trasformare in realtà.

Sogni, incoscienti.

Ho lasciato spazio all’incoscienza, sentimentale e non.

Ho comprato un album di figurine, attacca e stacca, come il mio sorriso.
Ho scritto che ero lì per lei, su di un cartello giallo, ed io sono diventato rosso ma felice.
Mi sono poi perso, baciando e ricevendo morsi.

E sai cosa ti dico?

Mi sono sentito vivo, come quei coglioni che vanno in giro per strada con in mano i mazzi di fiori. Che si tengono per mano in centro città. Quelli che sembrano pazzi perché sorridono quando gli arriva un messaggio.

Se mi sono fatto male? Certo che si.

Gli incoscienti si fanno sempre male, non lo sapevi?

Se lo rifarei? Certo che si, un’altra volta, e poi ancora.

Perché questa incoscienza sentimentale mi ha dato molto di più di questa insana ragione, quella che ti porta a stare lontano e non sentire che suono abbia un cuore.

E per quanto male possa fare, io è così che voglio stare.

Felicemente incosciente, mentre lei sorride e mi dice che sono un deficiente.

Morire sulle labbra di chi mi strapperà via il cuore.

Così.


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Autore dell'articolo: Rab

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