Contemporaneo Food: 4 chiacchiere con Cristina Saglietti

Per chi ancora non la conoscesse, vi presentiamo Cristina Saglietti e il suo meraviglioso progetto: Contemporaneo Food.

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Un percorso di vita che nasce dalla passione per la cucina

Arrivo al tavolo del bar scelto per l’incontro e ad accogliermi trovo Cristina, chioma di un rosso intenso e sorriso smagliante. Sta gustando una spremuta d’arancia, ci presentiamo e iniziamo a chiacchierare riguardo il suo percorso. Mi racconta degli studi di Economia e commercio, dei cinque anni alla pasticceria Beatrice, rilevata dalla sua famiglia e poi successivamente venduta.


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Ricordiamo insieme, prima che il blog Contemporaneo Food si sviluppasse, di quando ha aperto un laboratorio di pasticceria creativa ad Orbassano, collezionando clienti fino a Milano. Ciò che emerge da queste memorie, oltre alla vena estrosa, è lo studio, la tecnica e i continui corsi di una famiglia amante della cucina in senso scientifico e minuzioso.

Fin da piccola fingevo di leggere i libri di cucina attraverso le figure e inventavo menu interi. Il passo successivo è stato provare a cucinare. Utilizzavo sempre la stessa rivista, ora ne avrò 4 miliardi, ma notavo ogni volta quel passaggio che non funzionava, quell’intoppo inaspettato pur seguendo le indicazioni descritte…credo che questo faccia infuriare chi è alle prime armi”.

Così, creando il blog Contemporaneo Food, Cristina si è ripromessa di proporre ai suoi utenti ricette che fossero davvero comprensibili e riproducibili, senza mai banalizzare i piatti.

Cristina Saglietti: food writer e content creator

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Involtini di Borragine

Diventare a tutti gli effetti una food writer è stato un percorso in costante evoluzione. “Sapevo scrivere cose con un senso, ma non fare le foto. Così quando il Cucchiaio D’Argento mi ha contattata per creare contenuti, la prima cosa che ho dovuto migliorare è stata proprio la fotografia”. In parallelo per i clienti si occupava sia di sviluppare contenuti di approfondimento, che di provare i prodotti e formulare le ricette per poi fotografarle. Dopo quattro anni di progressi interiori e pratici, quello della food writer è diventato il suo primo lavoro. La stessa evoluzione si è verificata anche a livello social: “non ho mai utilizzato Facebook, quanto Instagram; ammetto di essere diversamente social”. Cristina decide di affiancare al suo blog di ricette Contemporaneo Food, un account Instagram che oggi vanta più di 100 mila followers. Il percorso però, soprattutto all’inizio, non ha avuto poche difficoltà di crescita.


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Su Instagram funzioni nel momento in cui riesci a trovare l’espressione di te stesso, altrimenti è tutto finto”, mi dice Cristina. Creare foto che la rappresentassero realmente non era per niente scontato ma, al contrario, ha richiesto numerosi tentativi. Due anni fa circa ha deciso rivoluzionare la bacheca di Instagram: sfondi scuri e colori dei piatti accesi, non in stile dark photography, troppo drammatica per i suoi gusti, bensì in ottica più contemporanea. Questa innovazione ha iniziato pian piano a funzionare fino a diventare il suo punto di forza identificativo.

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Hmmus di barbabietola, avocado e menta fresca

Quale filosofia di cucina c’è alla base di Contemporaneo Food?

In una parola direi proprio contemporaneo”. C’è differenza tra la classica ricetta o recensione scritta, e lo studio che muove la scelta dei prodotti, l’invenzione e l’elaborazione del piatto. Cristina lavora per ottenere una cucina facile e veloce da realizzare, anche nel quotidiano. “Se devo preparare una frittata cerco di curarla in maniera creativa, non punto a realizzare l’opera spettacolare con decorazioni super fighe e con mille ingredienti che però non rispecchiano la vita reale”. Un altro presupposto che rende davvero accattivante il blog Contemporaneo Food è la semplicità, puntare all’essenziale tant’è che le sue sono definite “le ricette che funzionano”. Altri aggettivi descrittivi del suo blog? Colorato, uno degli aspetti a cui Cristina tiene di più, mai scontato per stimolare e stupire gli utenti con novità che non siano già fissate nella testa della gente. Cristina lavora fuori dagli schemi, con assoluta attenzione ai particolari.

Giornata tipo di una food writer?

La sveglia arriva sempre presto, per iniziare la ricerca delle materie prime: “già la spesa è un passaggio fondamentale che deve essere super organizzato; non ho solo un piano editoriale ma proprio della giornata”, sottolinea. Con le stelline negli occhi mentre fa la spesa, ha un negozio diverso a seconda del prodotto che vuole trovare. Il suo retaggio in pasticceria, l’attenzione alle tempistiche e il loro rispetto le permette di ottimizzare al massimo le ore che ha a disposizione.

Per fare un esempio, fotografa solo con luce naturale in quanto il flash nel food non la soddisfa affatto; sa che non omologarsi alla massa, in questo settore, può diventare rischioso, ma Cristina non vuole cianciare, va dritta al punto: “il like facile non è il mio obiettivo, preferisco costruire uno scambio continuo con gli utenti veramente interessati a cosa faccio; a volte mi capita di dare consigli alle dieci di sera in direct a chi mi scrive che si è bruciata la torta e non sa come mai”.

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Rape gratinate al latte

Primo piatto cucinato e attuale cavallo di battaglia?

Sicuramente il primo è stato un dolce. Mia mamma di domenica preparava i dolci e io le giravo intorno”. Cristina mi parla in particolare di due ricette, una legata all’infanzia e una odierna. Prima mi spiega come preparare le castagnole; lei ha deciso di modificarne la composizione, creando un delle prime ricette di Contemporaneo Food: le castagnole senza lievito. “Sembra una frolla dolce, appallottolata morbida e poi fritta. In un quarto d’ora sono pronte e hai servito la merenda”, sorride. Poi si sofferma sulla sua idea di lavorazione delle verdure. “Le verdure mi riescono particolarmente bene; lavoro tanto con le spezie, l’aglio nero, con lo sciroppo d’acero o lo zucchero di canna. Per esempio amo cucinare le rape glassate col miele, è un contorno che va benissimo con la carne”.

Consigli per chi vorrebbe lavorare nel mondo del food?

Vista la crescita del blog Contemporaneo Food e l’impegno costante investito nel progetto da parte di Cristina Saglietti, mi sorge spontaneo chiederle qualche consiglio per chi magari ha la sua stessa passione, ma non osa lanciarsi o non sa come farlo. “Sii te stessa, nel bene e nel male è la cosa più vera; non si può piacere a tutti ma questo non deve diventare un limite. La seconda cosa è tener duro e inizialmente non avere paura di lavorare gratis senza però farsi sfruttare; bisogna saper distinguere quando ne vale la pena, per imparare davvero e poter accrescere il proprio valore professionale”. La questione della gavetta per Cristina è la base per migliorarsi, ma ad un certo punto è necessario cambiare per non restare ingabbiati.


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Pensa che uno degli errori più grandi sia quello di lavorare in cambio di materie prime, è come svendersi senza avere più una leva per riuscire ad evolversi. “Se ti si chiudono in faccia dieci portoni, inventa qualcosa di diverso e l’undicesimo si aprirà. Se una foto non mi viene bene, a volte mi impunto per ottenerla in un determinato modo, sposto mille cose e continua a non piacermi il risultato. A quel punto mollo? No, smonto tutto, lo rivoluziono e magari nasce lo scatto del secolo. Non è detto che una cosa debba avvenire esattamente come dici tu, quindi un altro consiglio e non porsi limiti”.

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Riso, patate e cozze

Oltre al blog Contemporaneo Food, quali sono i tuoi progetti attuali?

Uno dei lati migliori del mio mestiere social è poter avviare collaborazioni di significato, come quella che attualmente ho con l’Associazione Italiana Contro la Leucemia”, mi spiega Cristina. Dopo essere stata madrina della campagna delle stelle di Natale, vista la grande serietà dell’associazione, a Pasqua si presterà per le uova. Ma i progetti non sono finiti, uno in particolare sta molto a cuore alla blogger di Contemporaneo Food: “sempre in collaborazione con l’AIL, alcuni ospedali e un nutrizionista creerò delle ricette per chi affronta le cure o sta uscendo dalla malattia”. Insieme a Fausto, membro dell’AIL accomodatosi al tavolo con noi, mi racconta come la leucemia non permetta di assumere indistintamente qualunque alimento, ma debba avvenire una vera e propria rieducazione in questo senso.

Prima chi si ammalava di leucemia aveva poche speranze di vita e l’unico obiettivo era di sopravvivere. Oggi che l’ipotesi di guarigione è cresciuta si lavorava su quali rimedi si possano mettere in atto durante la remissione, sia a livello fisico che alimentare. Cinzia e Fausto sottolineano quanto reinserire gli alimenti dopo la terapia sia un passaggio delicato, di fronte alla perdita totale delle difese immunitarie. “Inventerò ricette, farò video e creeremo un ricettario cartaceo da poter consegnare. Le ricette con gli ingredienti usati negli ospedali verranno rielaborate e poi approvate dai medici per essere introdotte nella dieta”.

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Pollo, gamberi, fagioli rossi e mela: cosa mi cucini in stile Contemporaneo Food?

Prima di salutare la nostra food writer e blogger, voglio metterla alla prova con una ricetta da inventare in cinque minuti. Le propongo come ingredienti il pollo, i gamberi, i fagioli rossi, la mela e la vedo già sorridere mentre riflette sul da farsi. Senza indugio mi risponde descrivendo l’idea di quello che nella sua mente sembra essere già un piatto fatto e finito: “lettino di crema di fagioli rossi aromatizzati con un po’ di timo che rinfresca, come base. Il pollo lo vedrei come una coscettina un po’ arrostita, magari piastrato con un po’ di succo d’acero, salsa di soia non salata e qualche spezietta. Per la parte fresca mi immagino una dadolatina di gambero crudo e mela”. La blogger di Contemporaneo Food mi delinea anche l’impiattamento: “sulla crema di fagioli adagio in verticale la coscia con la dadolata che scende semplice, da una parte”.


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Salutiamo Cristina Saglietti, ringraziandola per il suo tempo e la tanta simpatia; se questo piatto verrà fatto, chiamiamolo TheGiornale.

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Autore dell'articolo: Federica Testa

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