Cuba on the road, diario di viaggio: 5 tappe obbligatorie

Bienvenido a Cuba on the road!

Oggi vorrei tirare le somme del mio viaggio, appena terminato, a Cuba. Prima di iniziare però c’è una premessa da fare: non è un viaggio di relax. Se avete intenzione di attraversare l’oceano per rilassarvi non venite qui. Cuba è faticosa, ma gli sforzi fatti verranno ripagati con la bellezza di questa terra. Adesso si  può iniziare.

 

Cuba on the road? L’Habana

Ovviamente il nostro percorso della Cuba on the road è iniziato dalla capitale, come avrebbe potuto essere diversamente?

La prima regola d’oro per sopravvivere all’Havana è: ”Non dite mai che siete a Cuba da meno di una settimana”. Questa frase deve essere una specie di parola magica anti truffa turistica, chi vi si avvicinerà sparirà nel momento stesso in cui voi direte la formula. Grazie ad un amico cubano che ci ha svelato IL segreto, la maledizione del turista fesso non si è abbattuta su di noi.

A parte queste piccolezze non vi sentirete in pericolo nonostante le strade Habanere siano scure e senza illuminazione la sera. La mattina però, con la luce del sole scoprirete un mondo colorato e allegro, un barocco fanè di cui vi innamorerete a prima vista.

Siete a Cuba e allora riempitevi gli occhi di colore, il naso di odori, le orecchie di musica e il cuore di amicizia. L’ho detto precedentemente, Cuba on the road non è facile, ma nel momento in cui sarete in grado di avvicinarvi alla loro mentalità e alle loro abitudini, catturate e appropriatevi della verve rilassata dei locali.

 

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Cosa vedere a L’Havana?

L’Habana alla fine dei conti è divisa in tre grandi parti: L’Habana Vieja, L’Habana nuova e Vedado.

La parte vecchia della capitale può essere rappresentata come un bellissimo tappeto sotto a cui viene nascosta la polvere che non si ha voglia di raccogliere. Agghindata e truccata a nuovo, La Plaza Central vi accoglierà con la sua maestosità in pietra. Su questa si affaccia il planetario, qualche museo e tante gallerie d’arte a cui potrete dare un’occhiata gratis.

Spingetevi fino alla Plaza della Catedral e una solenne chiesa vi darà il benvenuto nella città. Vicino alla piazza troverete un vicolo chiuso al fondo, ecco qui ci sono alcuni dei ristorantini più buoni dell’Havana (il piatto speciale è l’aragosta, da assaggiare!).

Allungate il passo e girate nella prima via a sinistra, la musica cubana vi guiderà fino alla Bodeguita del Medio, la casa del Mojito. Il barman, come una macchina da guerra, vi offrirà il miglior mojito della vostra vita. La particolarità di questo locale sono le scritte e le firme di tutti i visitatori passati da lì. Armatevi di pennarello e cercate un buchino per lasciare traccia del vostro passaggio.

 

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Noi persi tra le ”calle” siamo incappati nella vera e cruda Havana. Gli abitanti non si vergognano della sfacciata realtà, nascosta dietro alla bellezza ritoccata, vi basterà girare nelle strade ”sbagliate” per immergervi nel quotidiano. Questa parte è quella che più mi ha colpito e che più ho apprezzato; i muri sono ricoperti di arte di strada e gli angoli invasi da frutta dolce e abbondante. Non c’è da spaventarsi davanti alla meravigliosa decadenza delle case, allungate l’occhio e catturerete particolari che ricorderanno la magnificenza passata.

Avete voglia di stranezze? Visitate allora la casa dell’Occhio del Ciclone. Stravaganza e inquietudine vi accoglieranno dentro un abitazione condivisa e piena di arte non consueta.

 

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L’Havana Nuova

La parte nuova della città si concentra nel centro con le tipiche casette colorate, clichè che ha conquistato anche me, di fronte a queste si presenta imponente il Capitolio, chiara imitazione della Casa Bianca americana.

 Io ho cercato spasmodicamente il murales del Che, cerca che ti ricerca ci siamo capitati quasi per sbaglio decidendo di andare a visitare Placa de la Revoluciòn, municipio della città. Affermare che sia bella è un azzardo perchè si presenta come una distesa di cemento, ma troverete, appunto, il murales di Ernesto Guevara  e Camilo Cinfuegos, coloro che hanno scritto la storia della rivoluzione.

 

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Qui  è anche presente il punto più alto dell’Havana (109 mt) e memoriale a Josè Martin. Nella piazza degli Hotel, poco più in là, si radunano tutte le macchine cubane anni ’50 coloratissime che offrono tour della città. Tale zona è molto amata dai cittadini visto che su ogni albergo svetta una terrazza con mirador mozza fiato.

Sotto una delle tante ”bellavista” nasce la casa del Daiquiri, il Floridita. Un bar molto più regale rispetto alla Bodeguita, sembra ricordare un sorta di teatro, infatti qui si esibiscono cantanti e artisti. Il Floridita era uno dei locali preferiti da Ernest Hemingway, così potrete scattare una foto con la sua statua al bancone intenta a degustare il famoso cocktail.

 

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Vedado

Quartiere fino a poco tempo fa in mano alla mafia. In questo luogo si raccolgono le case più avvenenti dell’Habana e che hanno un aspetto più europeo. Consigliatissimo dalla nostra padrona di casa perché a quanto pare ci sono gli hotel migliori di tutta la città, come L’Habana Libre. Famoso per essere stato residenza di Fidel Castro per diversi anni. Sulla amenità di questi palazzi ho qualche dubbio, però ai suoi piedi abbiamo trovato la gelateria statale (l’unica per molti anni)  Coppelia. La nota positiva della heladeria sono le 5 palle di gelato a una sciocchezza, 3 cuc.

Ah! a Cuba non esiste il 3g, ma dovrete recarvi da Etecsa comprare una ”Targeta” da un’ora e lì potrete accedere al wi-fi pubblico. A causa di ciò tutte le piazze e piazzettine della città si trasformano in salotti collettivi in cui le persone chiamano, pubblicano o urlano ai parenti attraverso lo schermo del cellulare.

Da questo viaggio mi sono rimasti diversi interrogativi, quello che però svetta su tutti è: si dice Havana, Habana o Avana? Una risposta precisa non esiste dato che tutte e tre le risposte sono accettabili, alla fine credo vada molto a sentimento, sciegliete la lingua che sentite più vicina a voi.

Vinales

Per raggiungere la successiva località del nostro viaggio Cuba on the road abbiamo deciso di affidarci ai taxi collettivi  e non al Viazul, unica linea di pullman della città, state lontani se riuscite da questi trasporti chè si riveleranno un incubo. I taxi ”collectivi” seppur scomodi, sono veloci e vi trasporteranno in un viaggio suggestivo verso la vostra meta (su questi mezzi vivrete una tipica esperienza cubana se sarete fortunati).

Vinales è una cittadina rurale invasa da cavalli e turisti. La cosa che colpisce di più sono gli avvallamenti calcarei (simil montagne) e la flora tropicale che ricopre tutto il territorio. Il nostro taxista ci ha subito portato in una coltivazione di tabacco, la maggior attrazione turistica, e luogo in cui si da vita ai famosi sigari, puros o tabaco. Vi illustreranno i metodi di coltivazione e raccolta, come si essicca il tabacco e le diverse tipologie di sigaro che andrete a fumare (Montecristo, Coiba, Romeo e Giulietta, ecc). Lasciate la salute dei vostri polmoni a casa perchè sarà la vostra ultima preoccupazione e godetevi il vostro puros pucciato nel miele.

 

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Nella nostra seconda tappa è stato un obbligo fare un’ escursione a cavallo (il mio si chiamava Tequila, accoppiata eccezionale con me, che per i cubani sono diventata ”Margarita”). Fatelo, fatelo assolutamente in questo modo riuscirete ad immergervi nella natura e scoprirete piccoli particolari che in macchina sfuggono. Fran, il nostro cavallerizzo, ci ha accompagnato in un’altra coltivazione di tabacco, non solo, ma anche di caffè e rum (di guayaba). Oltre ad assaggiare i sigari farete una degustazione dei migliori caffè e degli ottimi shottini di tutta l’isola.

L’ultima sosta prevista è stata in un lago naturale in cui potrete immergervi e rinfrescarvi (magari fa passare anche la sbornia da ron). Percorrendo le stradine di questa gita abbiamo avvistato avocado giganti, mini ananas,  platani verdi e maialini sgrufolanti nel fango.

 

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A Vinales posso affermare di aver scorto i tramonti con i colori più belli di tutta la mia vita, soprattutto se ammirati dal ristorante El Balcon, situato in alto sopra a tutta la valle.

 

 

Se passate da qui non dimenticatevi di andare a visitare il Murales de la Prehistoria, grande 127 mq.

P.S Portate un ombrello, almeno una volta al giorno le famose piogge tropicali verranno a salutarvi.

 

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Cinfuegos e Trinidad

La Cuba on the road continua verso Cinfuegosex colonia francese. NON andateci di domenica se volete vedere un poco di vita in questa cittadina. Le cose principali da vedere sono: la piazza centrale con il Palazzo del Governo, il teatro e un museo con un piccolo Arco di Trionfo. Se poi avete voglia di avventurarvi sul Malecon (lungo mare) scorgerete al fondo un palazzo da mille e una notte, il Palacio de la Valle. L’unica nota positiva di girare un paese quasi fantasma è stato trovare un piccola galleria d’arte, con artista incluso, in cui ho trovato i migliori souvenir (almeno i più diversi). Si trova nella via principale che porta la molo, arrivati qui chiedete di Camillo.

 

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Passata la notte ci siamo trasferiti a Trinidad, lei ex colonia spagnola. Un paesino con strade acciottolate e, neanche a dirlo, case coloratissime. Anche qui vi basta un pomeriggio per girare il centro città, in più sulla Lonely Planet troverete un percorso di 2km da fotografare. Un sosta obbligata da cafe Don Pepe, ottimo caffè cubano accompagnato da un cubetto di cioccolato il tutto contornato da un giardinetto fiabesco.

Se all’Havana i cocktails tipo sono mojito e daiquiri, a Trinidad troverete la ”Canchanchara”, servita nell’omonimo bar, la bevanda è a base di ghiaccio, limone, miele, acqua e un rum locale. Lo davo per sotto intesto, ma ogni locale accompagnerà le vostre bevute con mariachi moderni e musica cubana.

 

 

Le due cittadine, tornassi indietro, le visiterei entrambe in una giornata essendo anche vicine come km. Molto caratteristiche, ma ristrette basta una mattinata per apprezzarne la vista.

Cuba on the road: Varadero

Il nostro viaggio Cuba on the road si è concluso a Varadero, principale cittadina marittima di Cuba.

Ad essere sinceri se non vi chiudete in un resort questa città ha poco da offrire se non il mare meraviglioso dei Caraibi. Forse essere partiti con tante aspettative verso Varadero come paradiso tropicale ci ha fatti deludere una volta arrivati. Più che un paese è una grande ”avenida”, non esiste un centro vero e proprio.

La maggioranza della popolazione è costituita dagli ospiti degli alberghi che invadono tutta la costa e gente locale.

Per l’ultima tappa della Cuba on the road ho provato amore e odio (più odio), è un luogo difficile in cui la gente ”non vuole capire” i turisti nonostante basino la loro vita su di essi.

Fare una colazione dolce è impossibile, non esiste il concetto ”desayuno” con caffè e brioche, ma unicamente hamon y cheso. Se ne avete la possibilità consumatela nella Casa Particulares a cui vi siete appoggiati, loro sapranno coccolarvi.

Per la spiaggia vi do un consiglio spassionato, chiedete alle guardie dei lidi degli hotel. Affitterete due lettini e un paragua de sol a soli 5 cuc per tutta la giornata. Per quanto riguarda il cibo da spiaggia vi basterà rientrare nella flora tropicale per trovare chiringuiti provvisti di pollo fritto y arroz (riso) a 1 cuc per porzione. O altrimenti lasciatevi rapire dal gusto dei churros.

 

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Cose positive di Varadero:

L’ho detto che è stato amore e odio, nonostante sia stato difficile fare amicizia con questa località marittima, sono riuscita a trovarne i lati positivi quindi eccoveli:

  • Snorkeling a Playa Coral: Consigliatissimo poichè potrete ammirare la baia corallina e i pesci che la popolano con una nuotata da 50 min a pochi km da Varadero centro. Dopo lo snorkeling il pullman vi porterà in una cava con acqua profonda 22 mt, azzurra e fredda, ma soprattutto dolce.
  • Caverna dei pippistrelli: Dopo la sfilza di hotel si trova una caverna che contiene 5 specie di pipistrelli e delle iscrizioni rupestri raffiguranti un calendario solare. Noi l’abbiamo visitata in una giornata di pioggia e ne è valsa la pena.
  • The Beatles Bar: I Beatles sono la musica della rivoluzione e in questo locale ogni sera assisterete ad uno spettacolo rock dal vivo annaffiato da un ottimo mojito.
  • Coco Loco e Pina Colada: In ogni vietta si nascondo banchetti di cocchi e ananas trasformati in bicchieri per la bevanda ”Coco Loco” o per la Pina colada (specialità a quanto pare di Varadero) , se riuscite ad inseguirlo fermatevi dal Cubanito e con un colpo di machete vi servirà fresca acqua di cocco.

 


 

Avete intenzione di affrontare la Cuba on the road in moto? Ecco qualche consiglio sulla valigia da preparare

 


Che dire della Cuba on the road? Certamente un’esperienza da fare nella vita. Armatevi di zaino in spalla guida alla mano e partite alla scoperta di un mondo totalmente differente dal nostro. L’isola saprà abbracciarvi con la sua confidenza, con la sua allegria e le sue sfumature carnascialesche. Attenzione però apprezzerete e capirete Cuba una volta rientrati nella vostra quotidianità e ringrazierete di aver fatto parte, anche se per poco, di una fetta di tradizione e storia del mondo. Hasta la victoria siempre.

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Margherita Tolosa

Sto frequentando Comunicazione, ICT e media a Torino.Cacciatrice di cose belle, appassionata di shopping e pioniere della parte stravagante. Se vuoi vedere le mie foto cercami su Instagram come: ceunfottutoutenteconquestonome

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