23 Luglio 2024 19:22
LA BUONA NOTTE di Rab - TheGiornale.it

Piena di guai

 

E forse mi piaci anche per questo, perché non si comincia mai con una congiunzione. Piena di guai, come l’italiano. Sei grammaticalmente scorretta. 

Sfacciatamente sorridente, nonostante tutto. Bisogna essere bravi per riuscire a vivere così, e quanta invidia non sai, quanta felicità che suda mentre a farti guardare stai.

Piena di problemi, mentali e non, come le seghe. Capace di complicarti l’esistenza, ma essere felici poi diviene dipendenza, più forte di ogni droga, la peggiore sostanza.

Piena di guai, tatuati sulla pelle, a bere birra sotto le stelle. A ridere e fare casino, a soffrire il solletico come un bambino. A tenere da parte le paure poi, manco stessimo giocando a nascondino.

Allora conto fino a dieci, ma non ti dico che mi piaci.

Contro il finestrino, troppo freddo per essere estate, fuori posto come le mie mani sudate. Siamo pieni di guai, che paralizzano e non ti fanno abbracciare. Che restano appesi alle ossa fino ad arrivare a soffocare. Negli occhi, la voglia di gridare. Nella mani, il bisogno di parlare, gesticolare scoordinati. Nei capelli, stupidamente scombinati.

E forse mi piaci ma devo ancora capirlo, forse mi fai il solletico ma devo ancora sentirlo. Sentirti dentro, persa nei miei disordini, disorientata dalla mia follia. Devo scriverti una poesia, la prima, la millesima, sai?

Il fatto è che certe volte abbiamo bisogno di trovarci perduti nei casini altrui, nei problemi di chi sa sorridere meglio di noi.

Il fatto è che sei piena di guai, ma forse manco lo sai.

Allora giochiamo a non sapere, perché chi ignora vive meglio.

Guai, pieni di noi. Sorridere forte, poi.

 

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