Poormanger: oltre la buccia c’è il valore del gusto

Poormanger Torino allarga i suoi orizzonti e ci propone il bis: l’apertura del nuovo locale in una delle piazze più suggestive di Torino, nel cuore del Quadrilatero Romano.

L’idea delle patate ripiene nasce dall’intenzione dei fondatori di proporre qualcosa di nuovo, un piatto che non avesse precedenti nel panorama della ristorazione torinese e che, allo stesso tempo, potesse garantire ai clienti due valori fondamentali della buona cucina: semplicità e qualità.

 

Poormanger Torino - Foto Sito
Foto dal sito www.poormanger.it

Poormanger è questo:

Il nome è un gioco di parole e racchiude in sé due significati: la pronuncia rimanda al dialetto piemontese (e francese) la cui corrispondenza italiana sarebbe “per mangiare”, in inglese invece “Poor” significa “povero”, chiaro riferimento all’ingrediente basilare della cucina, la patata. Ecco spiegato il significato della traduzione di Poormager.

La loro storia è cominciata nel 2011 in via Maria Vittoria, un contesto retrò ed accogliente, un posto in cui il vociare segna il passaggio di persone e di storie da raccontare.

 


 

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I tre fondatori hanno trasformato un sogno in una realtà più che concreta, ma di sognare non si smette mai, per questo domenica 27 maggio 2018 Poormanger ha aperto le porte di un nuovo locale in via Palazzo di città, di fronte al municipio.

Poormanger: raddoppiano le location ma la filosofia non cambia

Le patate vengono presentate in tavola con un sapore tradizionale, valorizzando la materia prima e i prodotti della cucina mediterranea. La cottura avviene in forno, la polpa mantecata con olio extravergine d’oliva e la buccia resa croccante. L’interno è un’esplosione di colori.

La farcitura comprende sempre ingredienti freschi e di stagione, dunque, a seconda del periodo, è possibile gustare varianti diverse.

Troviamo asparagi e toma nella stagione primaverile; stracchino e pomodorini in estate; funghi, zucca e salsiccia nel bel mezzo dell’autunno; provola, speck e carciofi in pieno inverno.

La patata ripiena: elemento che contraddistingue Poormanger sul territorio locale

Quest’ultima non è l’unica pietanza presente nel menù del Poormanger, il quale propone taglieri misti di salumi e formaggi o ancora antipasti tradizionali piemontesi come la salsiccia cruda di Bra ed i tomini al verde, senza escludere anche formule per soddisfare vegetariani, vegani e celiaci.

Ad accompagnare il pasto ci sono vini piemontesi e birre artigianali e per concludere nel migliore dei modi i dolci sono fatti in casa dal primo all’ultimo.

 

Immagine dal sito www.poormanger.it

 

L’inaugurazione della seconda sede ha riscontato una numerosa partecipazione, il sorriso e le bocche piene dei clienti sono stati la più grande soddisfazione del locale.

Per festeggiare al meglio un giorno da ricordare è stato allestito un angolo che riportava all’immagine di un’abitazione, al suo interno era possibile scattasi alcune foto da postare in rete o, semplicemente, da tenere per ricordo.

Potremmo definire quest’ultima come un’operazione di marketing relazionale estremamente efficace, dove la scenografia riprendeva ancora una volta i valori costitutivi di Poormanger: la semplicità, l’accoglienza e la genuinità a forma di casa, con tanto di porte, lampadario, scaletta ed ovviamente… patate.

A pochi giorni dall’apertura del nuovo locale, lo staff ringrazia i suoi clienti con una frase che recita: “che cos’è la felicità? Una casa con dentro le persone che ami”.

La semplicità sposa dunque l’originalità, facendo di Poormanger un posto dai costi contenuti capace di valorizzare tradizione, prodotto e convivialità.

 


 

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Ecco alcune informazioni utili sul Poormanger:

Per garantire il miglior servizio Poormanger non accetta prenotazioni, pertanto non fornisce alcun recapito telefonico. E’ possibile contattare il locale attraverso i canali social, il sito internet e l’indirizzo email.

  • indirizzo email: poormanger@gmail.com
  • Indirizzo: Via Maria Vittoria 36/B a Torino, angolo via delle Rosine e Via Palazzo di Città 26/B
  • Link al sito

 

 

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Autore dell'articolo: Ilaria Milan

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