Lo studio del marketing della Chiesa

Sarà che si esercitano da 2000 anni. Sarà che hanno avuto le giuste idee e la forza per attuarle. Sarà che hanno saputo restare al passo con i tempi ed essere resilienti. Ma, per dirla in breve, il marketing della Chiesa spacca di brutto.

Che la comunicazione sia alla base del cristianesimo lo si capisce da un famosissimo passo del Vangelo di Giovanni che recita così: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

 

Partiamo dal logo (la croce)

 

Marketing della Chiesa - Il logo

 

Il logo è un elemento fondamentale di qualunque strategia di marketing. Da Costantino (intorno al 312) in avanti, la chiesa utilizza una croce e come tutti quelli ben fatti presenta queste 5 caratteristiche:

 

  1. Semplice: due linee che si incrociano perpendicolarmente, senza troppi fronzoli
  2. Versatile: lo si può ingrandire o ridurre quanto si vuole oppure disegnare con un solo colore e risulta sempre chiaro
  3. Appropriato: in pratica, coerente con quel che rappresenta.
  4. Memorabile: facilmente ricordabile
  5. Eterno: non mi sento di aggiungere altro (comprese le facili battute)

 

Non solo il logo è efficace ma è stato sempre reso ben visibile. Già dal VIII secolo, sulle case di qualunque centro abitato svettava un campanile con in cima una croce, ben visibile da qualunque punto del paese.

La stessa croce è diventata il gesto che ogni buon cristiano compie entrando all’interno di una Chiesa. Ed è varcando la porta d’ingresso di uno di questi luoghi di culto che possiamo imparare molto su come comunicare.

 

Chiesa - Studio del Marketing

Cosa imparare dal “marketing” della Chiesa?

Appena entrato noto in lontananza un’altra croce . È in centro, posta in alto sopra l’altare e ben illuminata. L’incenso sprigionato nell’aria mi immerge in una realtà parallela, quasi metafisica. Dall’immanente sono condotto al trascendente. Con in sottofondo il canto di voci angeliche, cammino verso l’acquasantiera dalla quale raccoglier dell’acqua benedetta per fare il segno della croce. È in quel momento che mi rendo conto che forse la Chiesa sapeva già da molto tempo ciò che ci dicono oggi alcuni studi di Neuromarketing su quanto sia importante coinvolgere i clienti sfruttando tutti i sensi (olfatto-incenso, udito-canti, tatto-acqua benedetta, vista-la chiesa, gusto-ostia) e le loro potenzialità.

 


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Passeggiando tra le panche in legno mi soffermo a guardare un quadro così realistico da sembrare una foto scattata con una Reflex. La tela ha come protagonista un uomo barbuto mentre viene crocifisso a testa in giù. L’opera, caratterizzata da chiari scuri, mi riporta alla mente la storia di San Pietro che si fece crocifiggere al contrario perché non si sentiva degno di morire come Gesù. Incredibile che mi ricordi ancora questa storia. L’avrò sentita un paio di volte da bambino. Ah ecco! Un altro modo da parte della chiesa di veicolare i propri messaggi. La comunicazione per immagini. Tecnica davvero utile, specie se il tuo “target” (perdonatemi se definisco così i credenti) per secoli non ha saputo leggere.

 

Riferimenti iconici nel marketing della chiesa

 

Non faccio in tempo a finire il pensiero che mi accorgo del sacerdote. Un uomo alto, sulla cinquantina, vestito di viola, pronto a iniziare, dal pulpito in marmo, la sua orazione legata alla parabola del giorno. “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti…” Ok, questa è facile: Storytelling. L’arte di comunicare attraverso le storie. Quindi, è secoli che la Chiesa usa anche questa tecnica per convogliare il proprio messaggio. E io lo noto solo ora.

 

Papà Francesco, App della Chiesa e Marketing

 

Ok, inizio a capire perché abbiano spaccato nei secoli, battendo sul tempo tutti i contemporanei guru del marketing o presunti tali. Vicino a tavoli trovo alcuni fogli in cui mi inviato a partecipare ad alcuni incontri settimanali per scambiarsi opinioni e consigli sul vivere da cristiano ed entrare così a far parte di una comunità. La loro. Un po’ quello che si fa sui gruppi di Facebook, penso. Mi ammonisco da solo: un pò tirata per i capelli questa. Ma, due secondi dopo, leggo “scarica l’app vatican.va per rimanere sempre aggiornato”. Con questa hanno vinto tutto.

 


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La Chiesa sa come fare marketing

Per me è sufficiente. Posso uscire. Mi dirigo verso la porta. Scendo la grande scalinata. Mi allontano rapidamente. Ricatapultato tra le vie caotiche. Sono quasi giunto al parcheggio quando sento fortissimo il suono delle campane dietro le mie orecchie.

La notifica del 1300, penso. Mentre sorrido e accendo la macchina.

 

Ps l’App vatican.va è fatta da paura.

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Autore dell'articolo: Angelo Zea

Sono tante cose: piemontese, marketing manager, musicista, runner, appassionato di comunicazione, di viaggi e di Torino.

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