LA BUONA NOTTE di Rab – Se te ne vai

Se te ne vai

Quando incominciamo una storia abbiamo una grande paura, quella di costruire qualcosa di meraviglioso e poi vedere che tutto va in frantumo. C’è una voce dentro di noi che ci spinge a guardare la persone amata e sussurra: “E se te ne vai? A me cosa resta?”.

Solo che molto spesso strozziamo questa voce dentro noi, la facciamo soffocare e la rigurgitiamo prima che possa scapparci fuori, perché abbiamo così tanta paura di quel te ne vai che preferiamo morire dentro piuttosto che credere anche solo d’averlo pensato. L’amore è anche questo, soffrire in silenzio. Ed è un sentimento così forte, così capace di annientare, al punto che preferiamo scappare via noi, prima che ci possano lasciare soli.

Feriamo, ingiustamente. Puniamo, perché a nostra volta ci siamo sentiti offesi da qualcuno. Come i bambini che in spiaggia che ti venivano a distruggere la torre del castello, te li ricordi quei piccoli stronzi?

Noi ci comportiamo in egual modo. A quei bambini chissà quante torri avevano buttato giù, e non voglio giustificarli con questo. Io tendenzialmente ero il poveretto che si vedeva massacrare il castello di sabbia sotto il naso. Ma la paura di perdere un’altra volta quella felicità ci rende così, riprovevoli. Ci muta in perfetti in stronzi anche a noi.

Quindi oggi mi sono fermato un attimo, ed ho pensato bene di costruirmeli in testa quei benedetti castelli che spesso mi faccio.

Cosa farò se te ne vai?

Ho pensato di farti una lista, come se fosse la spesa della roba da compare. Per un momento ho fatto così fatica a vederti andar via dal mio cuore che stavo per farti un disegno, da quanto ero in crisi. Poi sei arrivata tu (metaforicamente parlando) nei miei pensieri. Ti sei messa davanti al mio castello e ci sei saltata sopra, ridendo.

Proprio mentre realizzavo che sei stronza, hai fatto ciò che ogni bambino sogna di fare mentre è costretto a giocare con la sabbia perché non sa nuotare e non gli hanno gonfiato i braccioli. Mi hai “gonfiato il cuore”, diciamo così. Preso per mano e portato a largo. Ed ho capito, solo in quel momento:

Se te ne vai, se un giorno deciderai d’andare, ci sarà un mare da nuotare, quello che tu mi hai fatto conoscere per la prima volta ed io non avrò paura, perché quell’acqua salata avrà per sempre il tuo sapore, e tu, tu sarai per sempre lì con me.

 

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