Dieci misteri su Torino – parte seconda

La settimana scorsa vi avevamo raccontato i primi cinque misteri su Torino scelti appositamente per voi, ora continuiamo con i successivi cinque, tra angeli, alieni e profezie.
Ora che sulla Torino che ci sembrava di conoscere da sempre vengono gettate queste ombre, non dimenticate che ha ospitato personaggi come Nostradamus e il conte di Cagliostro…

Gli spiriti di Torino

La nostra fu la prima città in cui fu praticata la scienza degli spiriti e nel 1856 nacque addirittura la prima Società Spiritica Italiana, da cui in seguito derivò la Società Torinese di Studi Spiritici. Ad essa si devono gli annali spiritici, il cui primo presidente fu nientemeno che il segretario del conte di Cavour.
Non si parla però solo di gente annoiata e affascinata dall’esoterismo, ma di veri e propri fenomeni paranormali documentati, come ad esempio i fatti che si verificarono in una cantina di via Bava: oggetti che si spostavano da soli, bottiglie che volavano; o i fantasmi di piazza Carlo Emanuele II.

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L’angelo Tauriel

Bisogna sapere che secondo una leggenda, ancora prima che Augusta Taurinorum fosse fondata, un angelo protettore sorvegliava il luogo su cui poi sarebbe sorta. Il suo nome era Tauriel.
Molti riconducono questo leggendario angelo al genio alato che fino al 1904 sostò sulla punta della Mole Antonelliana, una statua di quattro metri e pesante sei tonnellate che rappresentava una figura alata con in mano un giavellotto.
Quando la guglia della Mole fu ricostruita, al posto della statua alata venne posta una stella.
Naturalmente questo monumento non poteva non essere simbolo di magia ed esoterismo: si dice infatti che funzioni da “antenna” per captare l’energia. Anche sull’angelo circolano vari miti: come ha fatto a restare intatto durante la caduta? Com’è riuscito a rimanere incastrato in una balconata invece che precipitare e, magari, causare la morte di qualche passante?

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Le tre bare nere

Qua la leggenda, datata 1849, narra di una donna di nome Adalgisa e di una via chiamata via Mascara o via delle Maschere, che purtroppo non è giunta fino a noi, ma si ipotizza fosse in un qualche punto del Quadrilatero Romano.
Adalgisa aveva spesso incubi ed era solita sognare tre bare nere da cui uscivano spiriti che la chiamavano. Rivoltasi alle forze dell’ordine, Adalgisa lasciò che la casa venisse perquisita e addirittura distrutta fino alle fondamenta. Lì avvenne il terribile ritrovamento: tre sacchi contenenti tre cadaveri. L’assassino non fu mai trovato e le tre vittime furono sepolte in tre bare nere.
Da allora, gli incubi cessarono di tormentare Adalgisa ma alimenteranno i leggende riguardanti i misteri su Torino.

Elena Matilde

Un’altra donna fa da protagonista a questa nuova leggenda. Incomincia con le nozze di Elena Matilde Provana di Druento e il marchese di Castagnole. Durante il ricevimento, Elena Matilde indossava una meravigliosa collana di perle, prestatale dalla duchessa di Savoia. Durante i festeggiamenti, però, lo scalone principale del palazzo crollò e la collana della donna sparì misteriosamente, ricomparendo il giorno dopo tra le macerie.
I due sposi vissero felici finché il padre, probabilmente per un problema monetario, decise di sciogliere le nozze di Elena Matilde con il marchese e di farla tornare con lui a Torino. La povera giovane obbedì al padre, ma si tolse la vita poco dopo. Si dice che il suo fantasma pianga ancora in via delle Orfane, a Palazzo Barolo.

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Palazzo Barolo

Gli alieni del Musinè

Questa volta ci allontaniamo un po’ dalla città per scoprire un altro dei misteri su Torino e ci spostiamo in Val di Susa, in particolare sul Monte Musinè, un vulcano ormai spento da millenni, che possiede al proprio interno una vasta gamma di gallerie perlopiù inesplorate, in questo caso utili ad infittire la leggenda.
Pare che da sempre nella zona si verifichino misteriose apparizioni e bagliori di luce. Un documento risalente al 966 d.C. ci racconta che il vescovo Amicone si trovava davanti al Musinè e poté assistere ad uno spettacolo agghiacciante: strisce e globi di fuoco attraversarono il cielo, illuminando la notte come se fosse giorno.
Si continuò poi a parlare di carri di fuoco che sorvolavano il monte, fino ad arrivare ad un presunto incontro tra escursionisti ed alieni, nel 1978 e avvistamenti di UFO nel 1996. Meglio tenerlo d’occhio.

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Il Musinè visto dalla Sacra di San Michele

Si conclude così il nostro racconto riguardante i misteri su Torino, se avete perso la prima parte non esitate a leggerla.

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Autore dell'articolo: thegiornale.it

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